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mercoledì 7 gennaio 2009

La guida, cos'è e come funziona



Parlando di Salsa è facile perdersi in molti discorsi sul tempo, sulle figure, sugli stili, dimenticando spesso che ci sono argomenti di importanza così capitale, la cui misconoscenza dovrebbe essere assolutamente impensabile per ogni ballerino, ma che invece vengono "rapidamente accantonati" in quanto difficoltosi da gestire.
Uno di questi è sicuramente "cos'è e come funziona la guida". Poichè infatti il ballo in coppia (sia esso Salsa o altro) si fa appunto ... in coppia, sussiste un codice comportamentale che affida ad ognuno dei due partners dei compiti specifici. All'uomo quello di "guidare" e alla donna quello di "seguire". Nulla di maschilistico in questo s'intende, solo una pratica suddivisione delle attività. Come già le parole fanno capire, ad uno dei due partners spetta l'onere di prendere decisioni e questo è l'uomo. Quindi decidere che figure eseguire, su che tempo ballare, che direzione seguire in pista etc.
A tale non facile attività decisionale (che già prevede tempi rapidissimi) segue un compito pratico, ovvero trasmettere queste informazioni alla partner del momento. E qui le cose si complicano ulteriormente, perchè queste informazioni devono essere trasmesse sotto forma di messaggi corporei e non utilizzando la voce. "Guida" è quindi l'insieme dei comandi che l'uomo trasmette alla partner e contengono le informazioni/direttive necessarie per l'esecuzione del ballo (ad es. esegui un giro, muovi avanti, cambia direzione, fai questo o quel movimento, utilizza questa ritmica etc.).
Per la donna il compito è quello di saper recepire rapidamente tali comandi e metterli in pratica, quindi in altri termini essere brava a seguire (i termini inglesi "follow and leader" rendono bene tale situazione di "chi segue e chi dirige"). Molte donne esprimono l'idea di ballo confortevole quando dicono che un uomo "sa portare bene": questo, tradotto, significa che quell'uomo possiede una buona guida, ossia è abile/deciso nella trasmissione dei comandi che, tra l'altro, devono essere dati in precisi momenti e sono quindi legati alla interpretazione della ritmica (ad es. i momenti di esecuzione dei comandi sono diversi ballando sull'1 o sul 2 ed è anche per questo che partners che interpretano la ritmica diversamente possono trovare difficoltà ad allinearsi l'uno con l'altro nella fase esecutiva delle figure; i comandi sono infatti sfasati, in anticipo o ritardo).
Com'è facilmente intuibile, ogni tecnica/figura della Salsa possiede una sua "guida". Essa funziona principalmente attraverso l'utilizzo delle braccia, mani, torace dell'uomo che mette in funzione con i propri movimenti determinate leve fisiche/strutturali , producendo sulla partner i desiderati cambi di tecnica, di direzione, di velocità. La capacità di guida si acquisisce quindi certamente con la pratica, ma anche le spiegazioni di un esperto ballerino/insegnante aiutano a capire.
Per gli uomini, quindi, sviluppare lo studio per ottenere una buona capacità di guida è un modo diretto per migliorare il proprio ballo ed evitare di strattonare, spingere, tirare la propria partner, ottenendo di ballare senza fatica. Ma anche le donne possono contribuire evitando errori che appesantiscono e rendono difficoltoso il movimento, come ad es. fare resistenza alla guida tenendo le braccia ed il corpo eccessivamente rigidi, ballare con il peso scaricato all'indietro, perdere l'equilibrio nelle fasi di giro e barcollare, perdere i passi e finire fuoritempo, appendersi all'uomo impedendogli la libertà di movimenti etc.
L'uso della guida dovrebbe quindi trovare posto fin dalle prime lezioni nei corsi di Salsa, in modo da dare tempo agli allievi di assimilare ed automatizzare i vari meccanismi. Quando infatti una coppia incontra difficoltà nel ballare, una buona parte dei problemi sono da imputare a errori di guida, purtroppo spesso legati a misinterpretazioni della ritmica.

venerdì 21 novembre 2008

Musica & ballo


Oggi, con l'ampliarsi e l'intreccirsi di vari stili esecutivi fra loro, il dualismo fra cubano/portoricano che tanto aveva diviso la popolazione salsera dei ballerini negli anni intercorsi pare essere, almeno in parte, decaduto. Assimilato il concetto che non è la locazione geografica dell'autore che determina il modo di ballare ( ci sono infatti musiche di salsa composte da autori portoricani/niuiorchesi che si possono benissimo ballare con lo stile cubano e viceversa musiche di autori cubani/colombiani che possono essere benissimo eseguite con lo stile in linea (n.y.style/portoricano/LA style), sorge comunque naturalmente la domanda di come un ballerino possa interpretare una musica.

Certamente pare innegabile per chiunque abbia un po' di pratica di ballo, che determinate musiche si assimilano meglio ad un certo stile piuttosto che ad un altro. Ovvero una musica di timba cubana pesantemente ritmata difficilmente invoglia un ballerino ad eseguirla con lo stile in linea e viceversa un sofisticato e veloce latin jazz fatto con lo stile del Casino cubano (specie se ballato con lo "step") taglia le gambe a chiunque. Quindi, benchè ognuno sia libero di fare quello che vuole, diciamo che esistono delle conformazioni interpretative di fondo a cui la maggior parte dei ballerini con un po' di esperienza si attiene. In sostanza è la musica stessa che suggerisce a chi balla come interpretarla. Ovviamente questo se il ballerino conosce più stili, perchè altrimenti se ad es. balla solo Salsa cubana oppure ha appreso solo la Salsa in linea, ovviamente il problema non si pone. Ritengo tuttavia che, dopo un certo periodo di praticantato, ogni salsero si renda conto che differenti generi musicali potrebbero essere meglio resi in forme diverse. Questo più che altro per una questione di: praticità esecutiva, minor dispendio energetico, migliore interpretazione del movimento con la musica, maggiore affiatamento con il/la partner del momento.
D'altronde, come dicevo all'inizio di questo post, con l'avvento di vari stili misti (si pensi per esempio allo stile cubano in linea mixato con Los Angeles style e Rumba), al free style (un genere che incorpora un po' di tutto), qualsiasi musica può essere resa con la stessa tipologia di ballo. Che questo rappresenti una semplificazione, o un mero appiattimento culturale per il ballerino di Salsa resta da vedere. Certamente qui in Italia, con il fiorire di scuole e corsi, la Salsa ha raggiunto in questi anni un buon livello qualitativo e molti ballerini oramai si identificano con lo stile in cui si sono specializzati, finendo per ricercare contesti appropriati (vedi le serate a tema dove appunto viene proposto un'unico genere musicale). Questo, benchè da una parte sia certamente riduttivo, dall'altra tuttavia risolve alla radice la problematica dell'interpretazione del brano musicale. Pur rispettando questo modo di vedere le cose, ritengo che vi sia maggior piacere e intima soddisfazione culturale nel saper eseguire diverse tipologie di ballo e che un ballerino "multitasking", tanto per usare un termine mutuato dall'informatica, abbia certamente maggior carisma nell'ambiente che frequenta se sa proporsi in diverse forme, anzichè abbandonarsi ad un monolitismo esecutivo fisso e costante. Opinione personale naturalmente.

mercoledì 5 novembre 2008

Azioni sincopate in clave su open shines/pasitos


Prima o poi, interagendo con routines di shines, è facile imbattersi nella necessità di eseguire più passi rispetto al tradizionale movimento trifase tipico del mambo/salsa.
Ci sono routines di open-shines (passi a solo - portoricano:pasitos / mambo:open shines) che prevedono l'uso di varianti ritmiche formulate su una esecuzione con più movimenti rispetto al classico basico a tre azioni. Già se passiamo a muovere su 4 passi in 4 battiti della musica il movimento si accellera, ma non possiamo ancora parlare di un'azione sincopata in quanto ogni passo sfrutta un suo battito musicale.
Si ha invece un'azione sincopata vera e propria allorchè il ballerino muove 2 volte su di un unico battito della musica, suddividendo il tempo musicale contando 1/2 + 1/2. Ballando sulla clave 2/3 è relativamente facile introdurre delle azioni sincopate, in quanto la scansione va a delimitare un'intera frase musicale. La conseguenza è che il dancer ha maggiore spazio di movimento sul cinquillo della clave con dei punti di riferimento precisi (il 2,3 in partenza in particolare divengono fondamentali per la ripresa del movimento e per non perdere la "bussola" fra tanti movimenti; il 5,6emezzo,8 permettono di sincopare (eseguire anche 3 movimenti fra un battito e l'altro della clave) in modo da produrre repentine accelerazioni al movimento. L'azione sincopata quindi, sottrae spazio musicale al movimento primario per dividerlo con movimenti secondari di supporto. Sincopare in clave è molto più semplice che tentare di farlo sulle congas, perchè la scansione ritmica di questo strumento di percussione è troppo simmetrica ( 2,4 - 2,4 ) e fa mancare al dancer un preciso punto di riferimento, rischiando di portarlo fuori dalla frasatura del ritmo. Anche il corpo produce azioni sincopate. Si pensi, per esempio, ai tipici movimenti del corpo fatti con le spalle dall'uomo sulle pause.